Roma, 11 luglio 2026 – In Italia il percorso verso la genitorialità passa ancora, molto spesso, dalla casa. Non solo dal lavoro, dal reddito, dalla stabilità di coppia o dai servizi per l’infanzia. Prima di avere un figlio molte coppie cercano un’abitazione stabile, possibilmente di proprietà, considerata ancora una garanzia di sicurezza economica e familiare. È questo il nodo messo in luce da Alessandro Gallo e Daniele Vignoli in uno studio del 2025 dedicato al rapporto tra spese abitative e nascite in Italia, pubblicato nei giorni scorsi su Neodemos, il portale dedicato alla demografia. Il tema è centrale perché negli ultimi anni il dibattito sulla denatalità si è concentrato soprattutto su precarietà del lavoro, salari bassi, costo dei figli e carenza di servizi. Molto meno si è discusso della casa, nonostante l’abitazione sia una delle condizioni materiali più importanti nella costruzione di una famiglia. In un Paese dove circa il 74% delle famiglie vive in una casa di proprietà e dove il mercato degli affitti resta spesso poco attrattivo, costoso o instabile, l’accesso all’abitazione diventa una soglia decisiva. Se quella soglia si alza, anche la scelta di avere figli tende a spostarsi in avanti.
La casa come prerequisito per fare figli, l’(arduo) accesso all’abitazione tra le cause della denatalità
Uno studio dedicato al rapporto tra spese abitative e nascite dimostra che molte coppie cercano un’abitazione stabile, possibilmente di proprietà, prima di allargare la famiglia









