Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Novanta giorni all’alba, tre mesi per ultimare le opere a terra e consegnare finalmente il porto dei Nebrodi di Sant’Agata Militello alla città ed al territorio, seppur in attesa del successivo dragaggio indispensabile per la piena fruibilità del bacino. L’ennesima e si auspica ultima “deadline” nell’infinita e tormentata storia del cantiere, avviato da quasi otto anni e mezzo, è stata tracciata ieri nel corso di un vertice convocato in concomitanza con la 31esima visita della commissione per il collaudo tecnico ed amministrativo, presieduta dall’ing. Massimo Geraci e composta dagli ingegneri Paolo Ravera e Silvio Lacquaniti, presenti il Rup, geom. Claudio Frusteri, con l’ing. Basilio Ridolfo nelle funzioni di supporto, il direttore dei lavori arch. Giovanni Lo Cascio, l’amministratore unico dell’impresa “Sostenia” Alessandro Catalfo con l’ing. Benedetta Ruggeri, il vicesindaco di Sant’Agata Militello Calogero Pedalà ed il responsabile dell’area infrastrutture e grandi opere del comune ing. Giovanni Amantea.

Alla vigilia del precedente temine (fissato con l’ultima proroga all’11 luglio) le lancette per la conclusione dell’appalto sono state dunque spostate ulteriormente al prossimo 9 ottobre. Una scadenza perentoria per cui, in caso di sforamento, è stato messo a verbale, saranno applicate le relative penali giornaliere (1x1000 sul valore delle lavorazioni a terra non ancora eseguite) senza applicazione del limite massimo del 10% di irrogazione della penale.«Siamo davvero alla fine, per questo l’ufficio del Rup ha invitato la direzione lavori a emettere un apposito ordine di servizio per intimare alla ditta l’esecuzione delle opere a terra entro il termine previsto, spirato il quale saranno applicate le penali di legge – spiega Ridolfo – con accettazione delle condizioni da parte dell’impresa che non apporrà alcuna riserva». Per Catalfo, della Sostenia, «un incontro proficuo in cui abbiamo messo un punto fermo sul completamento delle opere. Abbiamo avuto tante difficoltà per svariate ragioni a portare avanti i lavori, inutile nasconderlo, all’intero di un cantiere comunque immenso, ma l’impegno della ditta c’è sempre stato. I 90 giorni credo siano sufficienti per vedere finalmente l’alba».