«Le ho messo le mani al collo, ma non volevo uccidere mia madre [...] ero in preda a una furia, di solito riesco sempre a mantenere il controllo anche in situazioni di stress, questa volta non ho capito niente, non mi sono reso conto». Così Filippo Oldani, 20 anni, ha confessato l’omicidio della madre Lorella Capato, 58 anni, consumatosi lunedì scorso nell’appartamento di via Hope, a Sanremo, dove stavano trascorrendo le vacanze estive. Senza un movente ben definito Il racconto, tanto lucido quanto cruento, è contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Massimiliano Botti al termine dell’interrogatorio di garanzia tenutosi ieri mattina e durato circa due ore. Il giovane studente universitario, difeso dagli avvocati Alessandro Moroni e Giovanni Briola, ha ricostruito i momenti precedenti e immediatamente successivi alla morte della madre, confessando un omicidio che sembra non avere un movente ben definito, se non le tensioni per le bugie sul percorso universitario. Pur risalendo l’ultimo esame a dicembre, Filippo ha continuato a raccontare ai genitori una verità diversa, fatta di studio ed esami superati. Le mani attorno al collo poi perde la testa Madre e figlio il 7 luglio iniziano a discutere in strada, un confronto acceso proseguito lungo le scale e degenerato all’ingresso di casa: Filippo mette le mani al collo della mamma, perde la testa. «Non ci ho più visto, mi sono fatto prendere dal nervoso, quando mi è tornata la lucidità ho capito di aver commesso un grave errore». Morta la madre, Filippo la congeda con una carezza, l’ultimo gesto di affetto, ma non chiama i carabinieri («ho avuto paura»).