Un milione di euro di soldi pubblici destinati alle piccole società sul territorio, per rafforzare la rete giovanile dell’atletica leggera e favorire l’avviamento alla pratica sportiva e la scoperta di nuovi talenti. Un progetto virtuoso, che però finisce al centro di polemiche e veleni interni per una piccola coincidenza: tra le associazioni assegnatarie dei contributi, figurano anche quella del coordinatore e co-coordinatore del bando.
Parliamo di Pista 2.0, l’iniziativa lanciata dalla FederAtletica (FIDAL) e finanziata da Sport e Salute, nell’ambito dei bandi lanciati dalla partecipata governativa. La seconda edizione si è conclusa il 31 maggio ed è attualmente in fase di rendicontazione. Sul progetto, però, grava l’ombra di una relazione stilata proprio da chi la Federazione l’ha governata fino a ieri, ovvero l’ex segretario generale, Alessandro Londi. Nel documento, si legge che “dalla documentazione disponibile non emergono evidenze formali circa eventuali astensioni da parte dei componenti della Commissione di valutazione in presenza di posizioni potenzialmente rilevanti sotto il profilo della compatibilità o della sovrapposizione di ruoli. Tale circostanza appare meritevole di approfondimento alla luce dei principi generali di imparzialità, trasparenza e prevenzione dei conflitti di interesse”.








