<p>Nuovi manager e <strong>spalle solide </strong>con le prime cinque banche italiane nel capitale.
Nessun rebranding e la convinzione di puntare ancora sui <strong>prestiti garantiti </strong>dallo Stato, questa volta però con numeri più contenuti del passato e una serie di paletti che garantiranno più trasparenza. È così che la nuova <strong>Banca Progetto</strong> si prepara a ripartire.
L’istituto digitale era in mano a <strong>Oaktree </strong>ed è finito nel mirino di <strong>Bankitalia </strong>come Illimity, Banca Sistema, Bff, Banca Ifis e Ibl. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p> </p> <h2><strong>Il salvataggio</strong></h2> <p>Quello della <strong>challenger bank </strong>milanese, tuttavia, è il caso più complesso.
Commissariata a marzo 2025, prima ancora finita in amministrazione giudiziaria dopo un’indagine della <strong>Procura di Milano </strong>su presunti prestiti a società legate alla ‘ndrangheta, Progetto ha navigato per mesi in acque agitate.
C’è voluto l’intervento del <strong>Fitd </strong>(Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) e di una <strong>cordata </strong>formata da Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bpm e Bper per metterla in sicurezza con un <strong>aumento di capitale</strong> arrivato a 750 milioni e resosi necessario per chiudere un buco dilatatosi nel tempo. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Il salvataggio è riuscito anche grazie ai commissari <strong>Livia Casale</strong> e <strong>Lodovico Mazzolin</strong>, evitando un danno d’immagine al Paese visti i 6 miliardi di depositi <a href="https://www.milanofinanza.it/news/banca-progetto-una-banca-straniera-oltre-meta-dei-9-3-miliardi-di-raccolta-viene-da-germania-spagna-e-202507222316566180" target="_blank">raccolti all’estero sulla piattaforma Raisin</a>.







