Keiko Fujimori, neoeletta presidente Perù, foto REUTERS/Angela Ponce
Il tono è perentorio, come da tradizione di famiglia: “Non aspetteremo un minuto di più, perché siamo qui per risolvere i problemi del paese e iniziare a prendere decisioni. Anzitutto dobbiamo ristabilire l’ordine”. Keiko Fujimori, leader della coalizione di destra “Fuerza Popular”, è riuscita, al suo quarto tentativo, a conquistare la Casa de Pizarro, il Palazzo presidenziale del Perù, eletta per un soffio (meno di 50.000 voti su un totale di oltre 18 milioni, al termine di uno spoglio di una lentezza estenuante) a scapito del rivale, Pedro Sanchez, nazionalista di sinistra, che si presentava con il sostegno dell’ex presidente, Pedro Castillo (ora in carcere, condannato per cospirazione).
Fujimori, 51 anni, è la figlia maggiore dell’ex dittatore Alberto Fujimori, morto nel 2024, che aveva chiuso senza gloria i suoi 10 anni di presidenza (nel quale aveva anche sconfitto, utilizzando spesso metodi brutali, i ribelli di Sendero Luminoso), con una condanna per corruzione e violazione dei diritti umani, ritenuto responsabile di aver commissionato omicidi e rapimenti, oltre che per aver pianificato la sterilizzazione forzata di oltre 270.000 donne indigene.







