di Alessia Calzolari
Sono 19 i brand analizzati dall’associazione di consumatori. Il prezzo? Non è una discriminante, ma la presenza di alcuni metalli e gli imballaggi sì. Tutte le referenze si sono rivelate sicure, ma con alcune grandi differenze
257 litri a testa: questa la quantità di acqua frizzante consumata nel 2024 dagli italiani, pari a 15,15 miliardi di litri totali. Siamo al primo posto in Europa, ma sappiamo cosa acquistiamo? E come scegliere i prodotti migliori? Se lo è chiesto l’associazione Altroconsumo che, nel luglio 2026, ha pubblicato una classifica dedicata proprio alle acque frizzanti presenti nella grande distribuzione. In tutto sono stati analizzati 19 brand: le bottiglie sono state comprate a gennaio e le indagini si sono svolte tra febbraio e marzo. Dai risultati è emerso che un prezzo maggiore – rilevato in 48 supermercati distribuiti tra Milano, Torino, Roma e Cagliari e che oscilla tra i 16 centesimi e oltre un euro -, non per forza corrisponde a un’acqua qualitativamente migliore per presenza di TFA (acido trifluoroacetico, molecola che rientra nella categoria degli «inquinanti eterni», i cosiddetti PFAS), metalli e contaminanti. Tra gli aspetti valutati dal test anche imballaggi, odori, etichetta e maneggevolezza.







