Salvatore e Alida si sono fatti avanti dopo la cerimonia nella tensostruttura a cui sono stati invitati direttamente dal Quirinale. Sono i genitori di Luca Attanasio, ambasciatore d’Italia nella Repubblica democratica del Congo, ucciso in un agguato il 22 febbraio 2021, mentre si muoveva all’interno di convoglio organizzato dal Pam, struttura dell’Onu. Vivono a Limbiate, meno di 10 chilometri da qui. "Io gli ho detto che sono passati cinque anni alla ricerca della verità e una cosa è certa: che non è stato un incidente ma un omicidio premeditato", ha raccontato Salvatore.
Il Presidente Mattarella ha risposto: "La Repubblica vi è vicina. Faremo di tutto per la ricerca della verità". Un obiettivo per il quale al fianco dei genitori si sono schierate diverse associazioni, non solo limbiatesi. La battaglia prosegue nelle aule di Tribunale a Roma, dove i funzionai Onu coinvolti hanno fatto valere l’immunità diplomatica e dove il Governo, almeno fino ad oggi, ha mantenuto una posizione molto tiepida, atteggiamento che Salvatore Attanasio ha più volte criticato, sollecitando al contrario una prova di coraggio e determinazione contro "l’uccisione deliberata del massimo rappresentate dello Stato italiano in uno Stato straniero, insieme a quella di un Carabiniere". Lo ha chiesto anche al Presidente Mattarella nel giorno in cui si ricorda una grande ferita subita dalla Brianza, perché così come lo Stato non si dovrà mai dimenticare di Seveso, allo stesso modo non si dimentichi di Luca Attanasio.







