New York riscopre Carol Rama. Non come una figura da ricollocare nella storia dell’arte del Novecento, ma come un’artista ancora capace di disturbare, sorprendere e azzerare le categorie con cui guardiamo le immagini e l’idea stessa del femminile. Alla galleria Hauser & Wirth di New York, nella sede della 22nd Street, la mostra I See You You See Me - a cura di Carlo Knoell e visitabile fino al 31 luglio - presenta un percorso compatto e sorprendentemente potente. Una selezione di opere che attraversa sei decenni della ricerca dell’artista torinese, dalle prime immagini visionarie ai lavori materici, dalle gomme alle composizioni con oggetti trovati, dagli autoritratti ai dipinti dominati dal tema dell’occhio e dello sguardo. Dalle opere in mostra affiora una tensione fisica che rende ancora oggi sorprendente il lavoro di Rama. Gli “occhi” non sono semplici elementi narrativi, ma sembrano quasi restituire lo sguardo a chi osserva; i materiali industriali conservano una presenza inquieta, trasformandosi da oggetti quotidiani in frammenti di corpo e memoria. È in questa capacità di far convivere materia, fragilità, erotismo e tormento che si riconosce la radicalità della sua ricerca. La scelta curatoriale è limpida: non raccontare Carol Rama attraverso una successione di “periodi”ma evidenziare la continuità di una ricerca radicale, nella quale pittura, scultura, disegno, tessuto e assemblaggio convivono senza gerarchie.
Carol Rama, l’artista che dipingeva il desiderio senza chiedere permesso
L’omaggio di New York alla pittrice italiana e l’attenzione ritrovata per Caland e Frankenthaler
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