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Marta Serafini

Zelensky ha dichiarato di aver creato un comando speciale dedicato agli attacchi in profondità contro la Russia. Intanto a Kramatorsk gli attacchi russi uccidono 4 civili

La guerra dell’energia corre ormai in entrambe le direzioni. Nella notte tra giovedì e venerdì una nuova ondata di droni ucraini ha colpito infrastrutture petrolifere nel sud della Russia, provocando incendi nella raffineria di Ilsky, nel territorio di Krasnodar, e in due depositi di prodotti petroliferi ad Azov, nella regione di Rostov. Le autorità russe parlano di 376 droni abbattuti e di roghi causati dalla caduta di detriti, senza vittime. La raffineria di Ilsky, una delle più importanti del sud della Russia, ha una capacità di lavorazione di 6,6 milioni di tonnellate di greggio l’anno.

Gli attacchi ucraini contro la rete energetica russa stanno avendo effetti sempre più visibili a tal punto che perfino il vicepremier Aleksandr Novak è stato costretto ad ammettere che nel mercato dei carburanti ci sono «problemi e carenze», con code alle stazioni di servizio e impianti «parzialmente fuori servizio» per le riparazioni mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si spinge ad affermare che «non esiste una raffineria russa che non possiamo colpire». Ieri Zelensky ha dichiarato di aver creato un comando speciale dedicato agli attacchi in profondità contro la Russia: «Concentrerà risorse per ridurre la capacità bellica russa».