Loreto (Ancona), 10 luglio 2026 – Una lite in casa in apparenza come tante, degenerata nel sangue nel giro di pochi minuti: è la notte terribile di Loreto. Giovedì sera poco dopo le 22, Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola, è stata uccisa a coltellate, almeno venti all’addome e alle gambe, tra le mura domestiche. Per il delitto è finito in carcere il convivente, Sami Khemaies, tunisino di 39 anni, che dopo l’omicidio è andato a consegnarsi ai carabinieri. I due, ormai separati, continuavano a vivere insieme sotto lo stesso tetto.
È stato lo stesso Khemaies, invece di darsi alla fuga, a decidere di costituirsi. Nel cuore della notte ha raggiunto la caserma di Loreto, ma, considerandola erroneamente chiusa, ha proseguito la sua folle camminata fino a quella di Porto Recanati, dove si è consegnato. Qui ha reso la propria confessione, messa a verbale alla presenza di un avvocato d’ufficio, ammettendo da subito le proprie responsabilità. L’accusa è di omicidio volontario pluriaggravato.
Un litigio dai toni ordinari esploso in una furia cieca
A ricostruire i contorni della vicenda sono stati gli stessi carabinieri. All’origine del delitto ci sarebbe una discussione nata per il figlio della coppia, pare per il centro estivo. Un litigio dai toni ordinari, esploso però in una furia cieca. Nel confessare, l’uomo ha provato a giustificare il proprio gesto: ha sostenuto che, durante la lite, la donna lo avesse offeso e provocato, rinfacciandogli anche questioni di soldi e di non fargli più vedere il figlio. Un racconto di parte, tutto da riscontrare, che nulla toglie alla gravità di quanto commesso e non concede nessuna attenuante all’uomo: sarà però l’inchiesta a stabilire quanto di quella versione verrà confermata. È nel contesto che va cercata la cornice della tragedia. Dietro la figura di Khemaies c’è una vita ai margini: pregiudicato, con precedenti per droga, viveva in un equilibrio precario. Due esistenze rimaste accanto più per necessità che per scelta, nel tentativo di offrire una quotidianità al bambino. Sul piano investigativo, però, il caso presenta contorni particolari. Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola, è stata uccisa a coltellate













