Cinque anni di reclusione e la restituzione di 205.866 euro di tangenti per mettere una pietra sopra a dieci imputazioni di corruzione, tre di turbativa d’asta, due di induzione indebita (gli appalti della refezione scolastica alla cooperativa Prisma), e una di peculato (i soldi distratti all’associazione La Fenice).

C’è l’accordo tra la procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso e la difesa dell’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola. Sono questi i termini del patteggiamento concordato tra le parti, all’esito dell’udienza camerale iniziata alle 13 del 10 luglio. C’è accordo anche al patteggiamento a cinque anni di Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’.

Siamo a uno snodo cruciale dei processi sul ‘Sistema Sorrento’. Da Valmontone, dove si trova agli arresti domiciliari fuori regione, Coppola – assente in aula – attraverso i suoi legali, Bruno Larosa e Gianni Pane, ha dato mandato a elaborare un’intesa che cancella la maggior parte delle accuse per le quali è stato indagato, messo in carcere e costretto a dimettersi da primo cittadino di Sorrento il 26 maggio 2025.

Dimissioni formalizzate con una mail dal penitenziario conclusa con la frase ‘mi giudicherà la Storia’ (con la S maiuscola), sei giorni dopo l’arresto in flagranza di reato con le banconote dell’imprenditore di Prisma Michele De Angelis ancora nello zaino, all’uscita di una cena in un ristorante di collina a Sorrento, insieme al fido staffista e giornalista Francesco Di Maio, il patron di fatto di ‘Agora’, settimanale a disposizione della propaganda del sindaco.