Nasce un nuovo fondo per garantire l’accesso al credito per le aziende altamente tecnologiche, con strumenti di garanzia che stimolino gli investimenti delle Pmi. Si tratta del primo modello europeo che cambia l'accesso al credito per le Pmi della Space EconomyNasce un nuovo fondo per garantire l’accesso al credito per le aziende altamente tecnologiche, con strumenti di garanzia che stimolino gli investimenti delle Pmi. Si tratta del primo modello europeo che cambia l'accesso al credito per le Pmi della Space EconomyL’economia dello Spazio è un motore inarrestabile, che ha bisogno di nuova linfa per restare competitivo. In questo scenario si inserisce il nuovo plafond di finanziamenti di 300 milioni di euro sostenuto dalla Banca europea per gli investimenti - Bei - che per la prima volta scende in campo con l’Agenzia Spaziale Europea per favorire l’accesso al credito delle imprese spaziali. Il nuovo fondo si presenta come uno strumento pensato per trasformare innovazione tecnologica e competenze industriali in investimenti concreti. Space lending facilityL’accordo sottoscritto da Esa e Bei mette a disposizione fino a 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti, a cui la Banca europea contribuirà con 150 milioni di euro, condividendo il rischio di credito al 50% con Intesa Sanpaolo. Il meccanismo del fondo punta a raddoppiare la capacità di finanziamento per aziende altamente innovative, facilitando il loro accesso a capitali a cui potrebbero non aver diritto attraverso i tradizionali canali bancari. Ogni prestito potrà avere una durata fino a undici anni, con dodici mesi di preammortamento: questi meccanismi finanziari sono stati pensati per sostenere i tempi particolarmente lunghi dello sviluppo dei progetti spaziali.Il ruolo dell'EsaL'accordo non si limita però alla sola leva finanziaria, ma punta a sostenere le aziende che accedono al fondo anche con un supporto concreto rispetto al mercato. In questo si delinea il preciso ruolo dell’Esa, che affiancherà il programma con competenze tecniche e industriali utili ad individuare le imprese più promettenti accompagnandole nello sviluppo di un proprio mercato. Con un progetto di advisory e consulenza sui programmi europei, internazionalizzazione, operazioni di equity e networking, l'obiettivo del fondo è quello di creare un ecosistema capace di rafforzare l'intera catena del valore del settore industriale, legato alla space economy.Le stime del mercatoLa misura finanziaria arriva per consentire ad un numero sempre più ampio di nuove imprese innovative di affacciarsi su un mercato in forte crescita. Secondo le analisi presentate da Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, parliamo di un valore globale che potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari entro il prossimo decennio, trainato dalla crescita delle infrastrutture satellitari, delle applicazioni basate sui dati spaziali e dei nuovi programmi di esplorazione.Lo scenario italianoLa filiera nazionale si dipana fra i vari settori, dalla manifattura avanzata, l’elettronica, Ict, ricerca, meccanica e servizi di ingegneria. Diffusa lungo tutta la penisola si sviluppa come un ecosistema di micro e piccole imprese altamente specializzate, spesso di recente costituzione e fortemente orientate all'innovazione. Per le Pmi italiane ed europee l'accordo fra Esa e Bei va oltre la semplice linea di credito: segna la nascita di un nuovo modello di supporto allo sviluppo, che integra finanza pubblica europea, capitale privato, competenze tecnologiche e accompagnamento industriale. La conseguenza diretta è quella di accelerare gli investimenti in ricerca, l’industrializzazione e la maggiore competitività sui mercati internazionali. Un modello destinato a trasformare l'eccellenza tecnologica delle sue imprese in nuovi campioni globali.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp