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Paolo Loren zi

Nella «sua» pista, dove ha vinto per ben 12 volte, lo spagnolo della Ducati non fa sconti. Molto bene Di Giannantonio, devono rimontare le due Aprilia

Marc Marquez piazza la zampata e chiude davanti la prequalifica del Sachsenring. La sua pista non lo tradisce, e qui, l’aveva preannunciato, non corre in difesa come aveva dovuto fare in Olanda, a mezzo servizio per il fisico indebolito. Il suo braccio migliora di gara in gara, la resistenza pure, e in Germania la Ducati gira bene: l’uomo da battere è ancora lui. Attenzione anche a suo fratello, Alex, che a due settimane dal ritorno in pista dopo il gran botto di Barcellona (clavicola rotta, vertebra microfratturata) non è distante, quarto, staccato di tre decimi. Ma il più insidioso, cronometro alla mano, è stato Raul Fernandez, fermatosi a un decimo dal campione spagnolo, primo delle Aprilia.

Bezzecchi, ancora indolenzito per la caduta di Assen, sembra dare il meglio con le gomme medie, con le quali forse è addirittura il più veloce, ma qui i tempi si fanno con le morbide e con quelle Marco si è piazzato settimo, davanti al compagno di squadra Martin, dietro l’altra Aprilia Trackhouse, di Ogura, che a differenza del romagnolo sembra gradire di più la configurazione da qualifica. Di Giannantonio, che al Sachsenring detiene il record sul giro, viaggia bene con ogni sorta di penumatico, come dimostra il terzo tempo con gomma soft, e se poi si analizzano i suoi giri con le gomme (medie) consumate, salta fuori la sua costanza, un ritmo che in previsione gara potrebbe metterlo tra i favoriti.