Il nuovo pomo della discordia tra Bruxelles e Pechino è uno dei piatti più iconici della cucina cinese. Giovedì 9 luglio la Commissione europea ha aperto un'inchiesta anti-dumping sulle importazioni di carne di anatra Pekin - la razza usata per preparare l'anatra alla pechinese - dopo la denuncia presentata il 26 maggio da cinque produttori dell'Unione, che hanno accusato gli allevatori cinesi di beneficiare di sussidi statali, prestiti a condizioni favorevoli e mangimi a base di soia a prezzi calmierati, il tutto nel quadro dei piani quinquennali di Pechino. Secondo l'associazione europea del pollame Avec, che riunisce i produttori dalla Polonia al Portogallo, le importazioni sottocosto avrebbero eroso vendite e margini del settore. Nel testo che annuncia l'apertura del procedimento, la Commissione parla di un impatto negativo su volumi, prezzi e quote di mercato dell'industria comunitaria, con effetti giudicati sostanziali sulla sua performance complessiva.I numeri in gioco restano comunque contenuti rispetto al totale degli scambi: il mercato europeo dell'anatra valeva circa 800 milioni di euro nel 2025, di cui 199 milioni coperti da importazioni cinesi. Ma il peso simbolico è enorme: la Cina, da sola, produce quasi l'80% dell'anatra consumata nel mondo, pari a circa 4,8 dei 5 milioni di tonnellate complessive censite ogni anno dalla Fao. Eppure, solo il 29 giugno il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao avevano avviato un nuovo dialogo bilaterale per disinnescare le tensioni, dopo che Bruxelles aveva definito "insostenibile" il deficit commerciale con Pechino, che nel 2025 ha raggiungo i 360 miliardi di euro. Šefčovič aveva avvertito che senza progressi entro ottobre l'Unione sarebbe stata pronta ad agire, mentre Wang, dal suo canto, aveva lamentato le restrizioni europee all'export di tecnologia, come le macchine litografiche di Asml.John Clarke, ex negoziatore commerciale Ue per il settore agricolo, ha fatto notare - interpellato dal Financial Times che l'inchiesta arriva proprio mentre Bruxelles si prepara a riconoscere l'anatra alla pechinese come denominazione di origine protetta, riservando il nome ai soli produttori cinesi: un paradosso che rischia di essere letto a Pechino come un attacco a un prodotto identitario, con possibili ritorsioni. Clarke, parlando con il giornale britannico, ha ipotizzato che i produttori di Prosecco potrebbero essere il prossimo obiettivo. A Pechino, del resto, la reazione è stata immediata: secondo il quotidiano Global Times, esperti cinesi hanno definito il caso un gesto "simbolico" che rischia di minare gli sforzi di stabilizzazione dei rapporti, mentre la Camera di commercio cinese in Ue ha segnalato il rischio che le misure di difesa commerciale europee si stiano progressivamente estendendo dal manifatturiero all'agroalimentare. Non è un dettaglio da poco: è il primo caso anti-dumping mai aperto dall'Ue contro un prodotto agricolo cinese. A complicare il quadro, sempre il 9 luglio Bruxelles ha reso definitivi anche dazi anti-dumping fino al 45,3% sugli pneumatici cinesi.Non è la prima volta che un singolo prodotto finisce al centro di una escalation ben più ampia fra le due sponde. Il caso più celebre resta quello dei pannelli fotovoltaici: nel 2012 Bruxelles aprì la più grande inchiesta anti-dumping della sua storia, su un valore di scambi di 21 miliardi di euro, minacciando dazi fino al 67,9%. Dopo mesi di trattative, nell'estate 2013 le parti raggiunsero un'intesa basata su un prezzo minimo all'export e limiti quantitativi, evitando lo scontro frontale. Più recente, e ancora aperta, è la vicenda del cognac. Dopo che l'Ue aveva imposto nel 2024 dazi fino al 45% sui veicoli elettrici cinesi, Pechino rispose con inchieste su maiale, latticini e brandy europeo, colpendo in particolare la Francia. L'indagine sul cognac si è conclusa nel luglio 2025 con un dazio medio del 32,2%, ma con un'uscita di sicurezza per i grandi marchi come Hennessy, Martell e Rémy Martin, autorizzati a operare con un prezzo minimo garantito invece che con la tariffa piena. Nel frattempo, secondo l'associazione di categoria francese, le esportazioni di cognac verso la Cina erano già crollate, con perdite stimate in 50 milioni di euro al mese durante i mesi dell'inchiesta.L'istruttoria della Commissione sull'anatra Pekin dovrebbe durare circa un anno, l'eventuale imposizione di dazi definitivi richiederà il via libera della maggioranza degli Stati membri. Nel frattempo, resta fissato l'appuntamento di ottobre, quando Šefčovič è atteso in Cina per il vertice che dovrebbe dire se il dialogo aperto a fine giugno riuscirà a evitare un'altra escalation.
L'Unione europea ha aperto un'inchiesta anti-dumping sull'anatra alla pechinese cinese
La Commissione europea indaga sulle importazioni di carne di anatra dopo la denuncia di cinque produttori europei. È il primo caso anti-dumping Ue contro un pro










