Roma, 10 lug. (askanews) – Ricerca, innovazione e trasferimento delle conoscenze rappresentano leve strategiche per accompagnare il settore della pesca nella transizione verso modelli sempre più sostenibili, resilienti e competitivi. È questo il messaggio ribadito dal presidente del Crea, Andrea Rocchi, intervenuto oggi all’evento “Il mare che innova: la pesca tra crisi e sfide future”, promosso in occasione del 65esimo anniversario di Federpesca.
“Il comparto della pesca è chiamato oggi ad affrontare sfide decisive, che vanno dagli effetti del cambiamento climatico alla tutela della biodiversità marina – ha detto – fino alla necessità di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. In questo scenario, la ricerca e l’innovazione rappresentano strumenti indispensabili per supportare le imprese e accompagnare il settore verso nuovi modelli di sviluppo. Il futuro della pesca e dell’acquacoltura dipende dalla capacità di mettere a sistema ricerca, innovazione, imprese e istituzioni”.
E il CREA sta rafforzando il proprio ruolo di hub nazionale “terra-mare”, integrando competenze scientifiche, tecnologiche, economiche e nutrizionali per supportare il MASAF nella raccolta e nell’analisi dei dati e nella diffusione di soluzioni innovative per il settore. “Dall’acquacoltura di precisione all’intelligenza artificiale, dagli strumenti per il monitoraggio degli ecosistemi alle tecnologie per una pesca più selettiva e sostenibile – ha proseguito Rocchi – la ricerca offre risposte concrete alle sfide del cambiamento climatico, della tutela della biodiversità e della competitività delle filiere”.






