<p><strong>Shein </strong>si quoterà a Hong Kong.
Il colosso dell’ultra-fast fashion ha infatti ottenuto l’approvazione dell <strong>Csrc-China securities regulatory commission</strong>, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari cinesi, superando uno degli ultimi ostacoli regolamentari che finora avevano rallentato il debutto in borsa. </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/fashion/legge-francese-anti-fast-fashion-rivelate-le-sanzioni-contro-la-moda-di-shein-e-temu-202607101157183271">Legge francese anti fast fashion, rivelate le sanzioni contro la moda di Shein e Temu</a></em></li> </ul> <p>Dopo il fallimento dei precedenti tentativi di quotazione prima a New York e successivamente a Londra, il via libera consentirà al gruppo di procedere con i preparativi per l’ipo sulla Borsa di Hong Kong.
La scelta della piazza finanziaria cinese rappresenta una svolta nella strategia di Shein, che aveva inizialmente puntato su <strong>Wall street</strong> prima di spostare l’attenzione sulla capitale inglese.
Entrambi i progetti si sono però arenati tra tensioni geopolitiche, controlli regolamentari e l’assenza del necessario via libera della autorità cinesi. </p> <p>Secondo indiscrezioni, la società starebbe lavorando ad un’ipo con una valutazione compresa tra i 40 e i 50 miliardi di dollari (pari a circa 35-43 miliardi di euro al cambio di oggi), piuttosto al di sotto dei quasi 100 miliardi raggiunti nel 2022 durante il boom dell’e-commerce.










