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Ruggiero Corcella

Un modello di intelligenza artificiale sviluppato da Università Vita-Salute San Raffaele e Irccs Ospedale San Raffaele di Milano utilizza otto parametri clinici disponibili prima della chirurgia per stimare il rischio di mortalità tumore-specifica nei pazienti con carcinoma renale localizzato

Non tutti i tumori del rene seguono la stessa evoluzione clinica. Pazienti con caratteristiche apparentemente simili possono infatti andare incontro a esiti molto diversi dopo l'intervento chirurgico. Per questo individuare già prima dell'operazione chi presenta un rischio più elevato di malattia aggressiva rappresenta una delle principali sfide dell'urologia oncologica. A questo obiettivo risponde un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da un gruppo multidisciplinare dell'Università Vita-Salute San Raffaele e dell'Istituto di Ricerca Urologica (URI) dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, in collaborazione con l'Università di Firenze e l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications.

Verso una medicina sempre più personalizzataIl carcinoma a cellule renali è la forma più frequente di tumore del rene. Sebbene la chirurgia rappresenti il trattamento di riferimento per la malattia localizzata, circa un paziente su tre sviluppa una recidiva o una progressione della malattia. Disporre di strumenti capaci di stimare il rischio già nella fase preoperatoria può quindi contribuire a orientare l'intero percorso terapeutico, dalla strategia chirurgica alla sorveglianza dopo l'intervento, fino all'eventuale ricorso a trattamenti sistemici. Come sottolinea il dottor Alessandro Larcher, medico urologo dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, «Nella pratica clinica osserviamo ogni giorno pazienti che, pur con tumori apparentemente simili, possono avere prognosi molto diverse. Disporre di uno strumento capace di stimare il rischio già prima dell'intervento significa poter aggiungere un elemento oggettivo alla valutazione clinica, a supporto di decisioni sempre più personalizzate. Il modello non sostituisce il giudizio del medico, ma nasce per affiancarlo».