Comincerà a settembre il processo nei confronti del 52enne iracheno accusato di aver picchiato e minacciato di morte la figlia 18enne perchè sposasse contro la sua volontà un connazionale. Il pm Marzia Castiglia ha infatti chiesto e ottenuto il giudizio immediato nei confronti dell'uomo rintracciato e arrestato nelle scorse settimane in Svezia al termine delle ricerche condotte dalla Squadra mobile, diretta dal vice questore Antonio Serpico, in collaborazione con lo «Sco», il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, e lo «Scip», Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia.
«Se non fai quello che ti dico ti farò uccidere, sei una figlia disonorata». È solo una delle minacce che l'uomo rivolgeva alla figlia: una storia che poteva avere un finale tragico, come quello di Saman Abbass, 18enne di origine pakistana scomparsa a maggio 2021 in provincia di Reggio Emilia e poi trovata cadavere: a ucciderla, per l'accusa, sarebbe stato il padre insieme con alcuni membri della famiglia, proprio per la sua caparbietà nel rifiutare lo stile di vita imposto dalla cultura familiare.
A novembre 2025, nel suo racconto ai poliziotti, la giovane ha raccontato le violenze fisiche e psicologiche subite nei mesi precedenti: ha spiegato che da quando ha compiuto 18 anni il padre cerca di imporle le nozze con uomini molto più grandi di lei.







