Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa riforma delle procedure di accesso alla dirigenza pubblica esclude gran parte dei dipendenti degli enti locali.
La legge 119/2026, nota come «riforma Zangrillo» sostanzialmente non produce effetti su quasi un terzo delle pubbliche amministrazioni, i circa 7.500 comuni privi di dirigenza.
Le novità della riforma Zangrillo per l'accesso alla dirigenza
Uno degli elementi di maggiore impatto e novità della riforma consiste nell’introduzione della possibilità di riservare il 30% dei posti di qualifica dirigenziale ad una procedura di accesso riservata ai funzionari interni con almeno 5 anni di anzianità (ridotti a 2 se si tratta di personale inserito nell’area delle Elevate Qualifiche), che superata una prima selezione da parte di una commissione composta da 7 membri, svolgeranno un primo incarico “precario” dirigenziale triennale e se otterranno un rinnovo ed una totalizzazione di almeno quattro anni di attività come dirigente, laddove il loro operato sia valutato positivamente da un’altra commissione di 7 membri, potranno ottenere la definitiva acquisizione della qualifica dirigenziale.
Si tratta di un percorso di sviluppo di carriera, col quale si aprono le porte ad un flusso tra la carriera delle «aree professionali» di inquadramento alla dirigenza, attraverso un percorso misto, selettivo e di osservazione sul campo.








