Le accuse Ue: crea dipendenza con Instagram e Facebook
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "Non concordiamo con questi risultati preliminari, che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti". Così Meta, tramite un portavoce, risponde alle accuse della Commissione europea, che ritiene in via preliminare il gruppo americano colpevole di violazione della legge sui servizi digitali per il design che crea dipendenza di Instagram e Facebook. "Da quando è stata avviata questa indagine, abbiamo lanciato gli account per teenager, che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo — consentendo loro di bloccare l’accesso a Instagram di notte e di limitare il tempo di utilizzo giornaliero a soli 15 minuti", spiega il portavoce, sottolineando che la società condivide "l’impegno della Commissione europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive, e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo". L’indagine si concentra su funzionalità come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati delle piattaforme.
Ars
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