Le polemiche sulla programmazione poco tradizionale delle semifinali a Wimbledon trova una spiegazione nell’orientamento prevalso per “agevolare” i palinsesti di BBC ed ESPN.

La programmazione e l'orario di Sinner–Djokovic dettata da esigenze televisive.

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La scelta dell'orario "poco tradizionale" della semifinale di Wimbledon tra Jannik Sinner e Novak Djokovic (in campo non prima delle 17:30 e dopo la sfida Zverev-Fery) ha un motivo preciso. Non c'entrano il caldo né l'opportunità o meno di chiudere il tetto del Centre Court e nemmeno un presunto trattamento di favore per i due campioni, lo spiega bene Paolo Bertolucci condividendo sui social l'estratto di un articolo: la programmazione è stata "scritta" dalle esigenze dei broadcaster internazionali, interessati a massimizzare gli ascolti televisivi. Il fattore tempo (ovvero, l'ipotetica durata degli incontri) è stato quello chiave considerata anche la programmazione dei quarti di finale dei Mondiali di calcio e la possibilità di fare il pieno di ascolti con tutto quel che ne consegue a livello commerciale. È il peso del calcio e della legge del business. Lo stesso comitato organizzativo dello Slam aveva lasciato trapelare, sia pure in maniera informale, quali fossero le ragioni reali dell'orientamento prevalente.