Salvini condanna chi prova a zittire gli avversari, ricordando che "il diritto alla parola è per tutti"
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Giornata lunga ieri per Matteo Salvini (foto). La sveglia? Brusca! Ennesimo sabotaggio alla rete ferroviaria. Per il ministro dei Trasporti "nessuna tolleranza" verso chi colpisce migliaia di cittadini che ogni giorno prendono il treno per lavorare o studiare. I dossier, però, sono tanti. Troppi. Dalle dinamiche interne alla Lega al rapporto con gli alleati. Il segretario del Carroccio ha incontrato i giornalisti negli uffici dei gruppi parlamentari a Montecitorio. La conferenza stampa convocata per la Zes, la Zona economica speciale per il nord, si è trasformata in un punto stampa sui dossier più "caldi". A partire dalla legge elettorale. Salvini smentisce qualsiasi vertice imminente con Giorgia Meloni e Antonio Tajani: "Non abbiamo nessun incontro in agenda". Nessuna guerra sulle preferenze, nessun ultimatum. Il dossier resta nelle mani dei tecnici, con un principio che il vicepremier considera non negoziabile: costruire un sistema che permetta "a chiunque vinca di governare per cinque anni". Il resto "non mi appassiona e non mi entusiasma".Molto più netto, invece, il giudizio sul centrosinistra, reduce dalle contestazioni esplose a Napoli. Salvini condanna chi prova a zittire gli avversari, ricordando che "il diritto alla parola è per tutti", ma coglie l'occasione per marcare la differenza tra i due schieramenti. Da una parte, sostiene, c'è una coalizione che governa insieme da quasi quattro anni e trova sempre una sintesi; dall'altra "una somma algebrica di soggetti diversi", unita soltanto dall'opposizione al governo. E sui grandi dossier le distanze nel campo largo restano evidenti.








