Occasioni da trasformare in opportunità. Le più tragiche, come la guerra di aggressione russa non provocata che comincia ad arrivare al capolinea. Per questo, il pluri ricercato Putin Vladimir per i crimini di guerra più efferati di sequestro e deportazione di decine di migliaia di minori ucraini innocenti chiamerà a breve Trump. Perché lo farà, come ormai fa ogni volta che subisce uno smacco, per non chiamarlo schiaffone, dal presidente Zelensky.
E ci siamo abituati da oltre quattro anni, a vedere il leader ucraino immortalato nelle foto ricordo al G7, alla Nato, al Consiglio dell’Unione europea, al Consiglio europeo, nei Parlamenti di tutto il mondo, da Ottawa a Tokyo, passando per Londra, «standing ovation» per il suo coraggio. Che questa volta è stato riconosciuto anche dal Commander in Chief D.J. Trump, il quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Aspirante quarantottesimo … . Che ogni volta che esterna, interviene, posta, catalizza l’attenzione di tutto il mondo. Isole comprese. A cominciare da quella Groenlandia, poco lontana dalla quale il paese aggressore dell’Ucraina pretende 700.000 mila dollari a passaggio in acque internazionali di navi nell’Artico, grazie al «climate change». Altra storia.









