<p>Il gruppo del cemento italiano Buzzi è scambiato a Piazza Affari a 9 volte gli utili e a 5 volte l'ev/ebitda, la valutazione più bassa tra i grandi produttori europei di cemento, rispetto alle 7,5 volte della tedesca Heidelberg Materials, alle 10,3 volte dell’irlandese Crh e alle 11,6 volte della svizzera Holcim.

Soltanto Vicat, anch'essa controllata da una famiglia, presenta una valutazione simile, pari a 5,6 volte, nonostante Buzzi disponga di 1 miliardo di euro di cassa netta e realizzi il margine ebitda più elevato dell'intero settore. </p> <p> </p> <p>Ciononostante, il titolo del gruppo italiano controllato dalla storica famiglia piemontese Buzzi ha sottoperformato rispetto ai concorrenti.

Parte dello sconto a cui tratta, spiegano gli analisti di AlphaValue, riflette preoccupazioni ben note: la famiglia fondatrice controlla il 53% della società e 500 milioni di euro delle sue attività sono in Russia, dove qualsiasi decisione politica potrebbe metterli a rischio.

Entrambi questi fattori gravano sulla valutazione della società ormai da anni. </p> <h2>Il rischio più immediato per Buzzi è negli Usa</h2> <p>Tuttavia, avvertono gli esperti di AlphaValue, il rischio più immediato si trova negli Stati Uniti, che lo scorso anno hanno generato 585 milioni di euro, pari al 47% dell'ebitda del gruppo.