Un paradosso burocratico tutto italiano rischia di scatenare l’ennesima bomba sociale in una regione già piagata dalla precarietà cronica. La CISL Scuola Calabria ha sollevato un grido d’allarme durissimo contro la discriminazione ministeriale che sta colpendo circa 300 ex tirocinanti calabresi impiegati presso le sedi regionali del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nonostante facciano parte dello stesso identico bacino storico dei ministeriali, questi lavoratori sono rimasti gli unici esclusi da qualsiasi piano di salvataggio istituzionale, a pochi giorni dalla scadenza dei contratti fissata per la fine del mese.
L’affondo del sindacato contro i due pesi e due misure
Il sindacato non intende assistere passivamente a questa ingiustizia palese che divide i lavoratori in categorie di serie A e serie B. Il Segretario Generale della CISL Scuola Calabria, Raffaele Vitale, contesta duramente le scelte romane: “Non possiamo più accettare in silenzio quella che, a tutti gli effetti, è una disparità di trattamento tra lavoratori che appartengono allo stesso bacino storico e che condividono lo stesso percorso professionale”. L’irritazione sindacale nasce dal confronto immediato con quanto deciso per gli altri comparti dello Stato nello stesso territorio.









