Le scelte che compiamo determineranno il peso del cancro sulle generazioni future”. Senza un deciso cambio di rotta nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nell’accesso alle cure, il numero di nuove diagnosi di tumore nel mondo è destinato ad aumentare in modo drammatico. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che nel Global Status Report on Cancer 2026, realizzato insieme all’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), avverte che i nuovi casi annuali potrebbero passare dagli attuali 20,6 milioni a quasi 35 milioni entro il 2050, con un incremento di circa il 70%.

Già oggi il cancro rappresenta la seconda causa di morte nel mondo, dopo le malattie cardiovascolari. Ogni anno provoca quasi 10 milioni di decessi, oltre 26mila al giorno, e milioni di persone devono fare i conti non solo con le conseguenze fisiche della malattia, ma anche con un enorme peso psicologico, sociale ed economico.

L’Oms: “La sopravvivenza non può dipendere dal reddito”

“Il cancro è una malattia profondamente personale che tocca quasi tutti noi. Ma la sopravvivenza non dovrebbe mai dipendere dal luogo di nascita o dal reddito di una persona”, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Secondo il numero uno dell’agenzia delle Nazioni Unite, le profonde disuguaglianze documentate dal rapporto “non sono inevitabili”, ma rappresentano il risultato di precise scelte politiche e sanitarie che possono essere corrette attraverso investimenti e una maggiore cooperazione internazionale.