il dilemma

di

Luca Angelini

L’Italia teme che criteri ambientali troppo rigidi possano escludere industria pesante e grandi infrastrutture dai fondi europei, con rischi di tagli occupazionali

Qualche giorno fa, per spiegare perché, Artico a parte, l'Europa sia la macroregione che si sta riscaldando più in fretta al mondo, il climatologo Silvio Gualdi ha indicato a Riccardo Bruno del Corriere, tra i fattori, la maggiore frequenza dell’anticiclone africano, a dispetto di quello atlantico. «Negli ultimi decenni il cambiamento climatico ha contribuito ad aumentare la durata e l’intensità delle ondate di calore. Nell’Europa occidentale e nel bacino del Mediterraneo questi episodi sono spesso associati a condizioni di alta pressione persistente, forte irraggiamento solare, suoli secchi e trasporto di masse d’aria calda dal Nord Africa. Studi recenti indicano che alcuni cambiamenti nella circolazione atmosferica possono contribuire all’aumento delle ondate di calore soprattutto in Europa sud-occidentale».