di
Aldo Cazzullo
Mbappé tra la causa (vinta) con il Psg e i fischi del Bernabeu, risponde da capitano dopo che Deschamps gli ha affidato la squadra. Con il Marocco si procura un rigore, lo sbaglia, poi segna un gol fantastico. Kylian va fiero di sé
DAL NOSTRO INVIATONEW YORK — Che classe, che personalità. Kylian Mbappé fa tutto lui: si procura un rigore e lo sbaglia, segna un gol fantastico e si infortuna, prende un sacco di botte dai marocchini compresi i suoi ex compagni nelle giovanili francesi ma non si lamenta. Ai paraguayani invece non ne ha fatta passare una: ha rifiutato di stringere la mano al portiere, che per ritorsione gli ha tirato una pallonata nella schiena; ha regalato fama mondiale a un'oscura senatrice — «donna spregevole e indegna del ruolo che ricopre…» — che l'aveva attaccato e a cui non è parso vero di poter entrare in polemica con l'attuale numero uno del calcio mondiale: «Mbappé non sa neanche trovare il Paraguay sulla mappa…».
Il punto è che i marocchini non l'hanno offeso. I paraguayani sì. E l'hanno offeso sull'aspetto cui Kylian Mbappé tiene di più: le sue origini, la sua storia, suo padre e sua madre. E Mbappé non è uno che sta zitto. Anche per questo è tra i pochissimi personaggi del Mondiale che vanno oltre lo sport. Due anni fa, nel momento in cui mezzo establishment francese — per primo Vincent Bolloré — era pronto a consegnarsi a Marine Le Pen, lui invitò a votarle contro. E ora che Marine si candida all'Eliseo, e potrebbe pure arrivarci, si guarda bene dall'entrare in polemica con il capitano della Francia favorita (ma attenti a non sottovalutare gli avversari) per la vittoria finale.














