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Andrea Pasqualetto inviato a Padova
Padova, la Procura apre un fascicolo, contro ignoti, su 4 decessi sospetti. Dopo l'uscita del professor Gerosa, ora assessore alla sanità del Veneto, è scoppiata la guerra per il sostituto
Se n’è andato il re ed è scoppiata la guerra. Da mesi il Centro Gallucci di Padova, eccellenza italiana della cardiochirurgia e dei trapianti di cuore, è al centro di una bufera che infuria sul vertice. Da quando cioè, nel dicembre dello scorso anno, il professor Gino Gerosa che da oltre vent’anni guidava la struttura, ha lasciato le sale operatorie per sedersi sullo scranno di assessore regionale alla Sanità.
La protestaLa complessa successione ha visto un gruppo di cardiochirurghi a lui vicini insorgere contro alcune scelte dell’Azienda ospedaliera che avrebbero determinato una loro emarginazione, un calo dell’attività e varie criticità. Fra questi il professor Vincenzo Tarzia, vice di Gerosa negli ultimi tre anni e al timone del Gallucci per un mese e mezzo dopo l’addio del grande capo. Prima cioè che l’Azienda intervenisse con due mosse: nominando ad interim un dirigente del Gallucci, il professor Franco Grego, chirurgo vascolare, per avviare la fase di transizione; e piazzando come responsabile pro tempore del Centro il dottor Luca Testolin, designato proprio nei giorni scorsi per nove mesi dopo essere stato richiamato dalla pensione in aprile. Anche se il direttore effettivo del Gallucci verrà deciso per concorso più avanti, per Tarzia e per gli altri la scelta non è graditissima, viste le critiche nei confronti della nuova direzione, mentre l’Azienda ospedaliera ricorda che le regole sono state tutte rispettate.






