Oltre alle valigie con i vestiti per la vacanza nel Sinis, nel cofano dell'auto ci sono anche 40 chilogrammi di sabbia di quarzo, divisi in tanti barattoli di vetro e plastica. Tantissimi granelli che stanno per tornare a Is Arutas, la spiaggia da cui erano stati portati via nel lontano 1979 da una coppia di turisti milanesi.

Il compito di riportare la sabbia in spiaggia spetterà a Silvia Ferrari che, una volta sbarcata al porto di Porto Torres, raggiungerà prima Cabras e poi la costa del Sinis. «Sto facendo ciò che mi ha chiesto mia madre, Valeria, prima di morire - racconta Silvia Ferrari - Restituire alla natura ciò che lei, insieme a mio padre, forse con un po' di leggerezza, avevano prelevato durante la loro vacanza nel Sinis per realizzare un giardino zen, era il suo desiderio. E io non posso far finta di nulla».

Il "furto" avvenne quando Silvia Ferrari aveva 15 anni: «Ricordo ancora quel momento in realtà - racconta - Era la prima volta che vedevamo Is Arutas, un vero paradiso con questa sabbia bianchissima. Era troppo bella per non portarla via. Eravamo stupiti e meravigliati da tanta bellezza. Ecco perché i miei genitori decisero di portare via il quarzo per abbellire il loro cortile. La sabbia è stata trasportata anche nei vari traslochi che hanno fatto i miei genitori nel corso della loro vita, per loro era qualcosa di veramente prezioso. Con l'intento, prima o poi, di restituirla però alla costa. E ora, finalmente, è arrivato il momento».