HomeMilanoCronacaViaggio in Bovisa dopo il rogo: "Impossibile respirare quell’aria. Abbiamo dormito tappati in casa"Le testimonianze dei residenti. Spazi aperti off limits, alcuni genitori non hanno portato i bimbi all’asilo. Il benzinaio di fronte: "Paura che le fiamme arrivassero fin qui". Danni anche nel vicino campo di calcio.Le testimonianze dei residenti. Spazi aperti off limits, alcuni genitori non hanno portato i bimbi all’asilo. Il benzinaio di fronte: "Paura che le fiamme arrivassero fin qui". Danni anche nel vicino campo di calcio.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Marianna Vazzana

L’odore acre è ancora nell’aria. L’acqua cola sul marciapiede. Nel magazzino BRT un mezzo dei vigili del fuoco è nello spiazzo di cemento, tra le postazioni dei tir deserte e completamente annerite. Di fronte, la strada è off limits al traffico. Questo è lo scenario in via Don Minzoni, tra Dergano e Bovisa, il giorno dopo il mega incendio che ha devastato la struttura di 8mila metri quadri. "Ieri sera il fumo ha invaso tutto. La mia nipotina è venuta a dormire a casa mia, dato che abito qualche chilometro più in là" racconta Cristina, cinquantacinquenne. "L’aria era irrespirabile", continua un altro residente. "Io ho aperto le finestre per pochi istanti: era come avere un copertone bruciato davanti casa. Abbiamo dormito “tappati“ dentro, con le finestre chiuse. Per fortuna noi abbiamo l’aria condizionata ma ho pensato subito a tutte quelle famiglie che non possono averla e al disagio che stavano subendo", dice Luna Rocchi, che oltre a essere residente è rappresentante dei genitori della scuola dell’Infanzia Catone e co-presidente della rappresentanza cittadina per il Municipio 9. I cittadini sono stati invitati dal Comune a seguire precauzioni, dopo le prime analisi della qualità dell’aria svolte da Arpa Lombardia nelle vicinanze dell’incendio, che hanno rilevato "gli inquinanti tipici della combustione, le cui concentrazioni non risultano preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera". È stato chiesto alla popolazione, nel raggio massimo di due chilometri, di evitare di sostare all’aperto, di tenere chiuse le finestre, di non consumare verdura coltivata sul balcone o in orti. Sconsigliati anche i giochi negli spazi all’aperto, in nidi, scuole dell’infanzia e parchi pubblici e privati.