HomeMacerataCronaca"Marco, nessuno osi voltarsi dall’altra parte"Tanti amici al funerale di Pennesi. Don Mario Colabianchi: "Dio non guarda i fascicoli giudiziari. E la sicurezza non è solo ordine pubblico"I colori della Roma e della Civitanovese sul feretro di Marco Pennesi (foto De Marco)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna dura sferzata alla città, all’indifferenza che prende il posto dell’ascolto, al giudizio che prevarica la comprensione. È stato anche questo, nelle parole di don Mario Colabianchi, il funerale di Marco Pennesi, il 62enne ucciso nella sua abitazione da Isabella Di Mattia, 33 anni, in carere per omicidio volontario. Nella chiesa di Cristo Re, sul feretro maglia e sciarpa della Roma e della Civitanovese, le passioni sportive di Pennesi che da giovane s’era messo in mostra nelle giovanili rossoblù. E a ricordare quel passato c’erano Giancarlo Giulietti che lo aveva allenato, i suoi ex compagni in campo Andrea Mercanti e Claudio Tridici, gli amici di una vita, tanta marineria e commercianti ittici, settore in cui lavora il fratello Maurizio. Don Mario ha scosso tutti, pure gli assenti – amministratori e consiglieri comunali – con una predica che in certi passaggi è stata uno schiaffo alla società: "Siamo tutti coinvolti. Di fronte a una morte violenta, nessuno può dichiararsi estraneo o lavarsene le mani perché la sicurezza non si misura solo con l’ordine pubblico, ma anche intercettando i disagi prima che sfocino nel sangue". Ha scelto poi Don Mario di portare i presenti su ragionamenti di speranza e perdono. "Non è facile riflettere sulla parola di Dio in questi momenti e la nostra preghiera deve andare a Marco, la cui vita si è fermata in una mansarda sul mare, ucciso da una coltellata, alla sua famiglia distrutta dal dolore, ma anche alla donna che lo ha colpito, schiacciata dal peso di errori, e alla sua di famiglia. La giustizia faccia suo corso, ma l’amore di Dio porti luce dove c’è stato buio".