SAN POLO DI PIAVE (TREVISO) - Prima la Marca trevigiana, poi la Serie A, la Champions League e adesso l'Inter. La carriera del pordenonese Ivan Provedel, nuovo portiere nerazzurro dopo la firma del contratto che lo legherà al club milanese fino al 2029, affonda infatti le proprie radici proprio nel trevigiano.

Per il classe '94, con origini russe da parte di madre (i nonni erano vicini di casa di Lev Yashin, leggendario portiere della Dinamo Mosca e della Nazionale sovietica campione d'Europa nel '60, oltre che unico portiere capace di vincere il Pallone d'Oro nel '63), inizia tutto nell'estate del 2009 quando, appena 15enne, prende una decisione destinata a cambiare la sua vita calcistica: smettere di fare l'attaccante e indossare per la prima volta i guanti da portiere con il Liapiave. Una scelta controcorrente. Fino a quel momento Provedel aveva infatti giocato da centravanti nelle giovanili del Treviso e successivamente del Pordenone. Nell'ultima stagione con i neroverdi arriva addirittura a segnare 27 reti nel campionato Giovanissimi. Numeri da bomber che, però, non sono bastati a convincerlo del ruolo, tanto che la società di San Polo di Piave gli dà subito fiducia tra i pali consegnandogli il primo cartellino da portiere della sua carriera.«Vederlo firmare ufficialmente con l'Inter è un'emozione enorme e un orgoglio pazzesco per tutta la nostra società - dicono dal Liapiave - La sua storia è l'esempio più bello che possiamo dare ai ragazzi del nostro settore giovanile: dimostra che con il lavoro, la passione e anche un pizzico di coraggio nel cambiare strada, nessun traguardo è impossibile».Scommessa vinta Una scommessa vinta, anche perché se non fosse riuscito ad imporsi nel calcio avrebbe fatto il fisioterapista. Dopo appena una stagione arriva poi la chiamata dell'Udinese dove completa la crescita nel settore giovanile, allenandosi anche con un mostro sacro del ruolo come Samir Handanovic (che proprio a Treviso si è consacrato, ndr), prima del passaggio al Chievo.Da lì inizia un lungo percorso tra Pisa, Perugia, Modena, Pro Vercelli, Empoli, Juve Stabia e Spezia, fino all'approdo alla Lazio nel 2022 con cui si è consacrato tra i migliori portieri della Serie A conquistando il premio di miglior estremo difensore del campionato 2022-2023 (21 clean sheet).Per lui anche la firma su una delle pagine più incredibili della recente storia della Champions League con il gol in colpo di testa al 95' contro l'Atletico Madrid, diventando così uno dei pochissimi portieri a segnare nella massima competizione europea. Un altro gol lo aveva invece segnato in precedenza con la Juve Stabia in Serie B.Nei giorni scorsi è invece arrivato il suo passaggio all'Inter, un ritorno alle origini anche dal punto di vista emotivo visto che non ha mai nascosto la propria simpatia per i colori nerazzurri nata quando da bambino rimase affascinato dalle parate di Francesco Toldo durante gli Europei del 2000. Un idolo che ha contribuito a rafforzare il suo desiderio di diventare portiere.E per il Liapiave quel tesseramento rappresenta ancora oggi motivo di orgoglio, anche perché in quella stagione Provedel ha avuto la possibilità di affinare i fondamentali del ruolo, mettendo in mostra fin da subito qualità fuori dal comune: esplosività tra i pali, personalità e una notevole capacità di lettura del gioco, caratteristiche che negli anni sono diventate il suo marchio di fabbrica.All'epoca, però, nessuno avrebbe potuto mai immaginare che quel ragazzo arrivato nella Marca per inseguire il sogno di fare il portiere sarebbe diventato uno dei protagonisti della Serie A e della Champions League. Eppure, a distanza di 17 anni, il percorso parla da sé: dai campi del trevigiano ai riflettori di San Siro, passando per una crescita costruita con pazienza, sacrificio e la voglia di migliorarsi stagione dopo stagione.Una storia che conferma come, talvolta, le grandi carriere nascano proprio dalle scelte più coraggiose.