Da lunedì scatteranno i nuovi limiti ai conferimenti nella discarica di Timpazzo e sarà il primo vero banco di prova per capire se il sito potrà continuare a sostenere la pressione che negli ultimi mesi ha superato ogni soglia prevista.
Le restrizioni riguarderanno anche Gela e tutti i comuni dell’ambito Srr4, alimentando il timore che proprio i territori che dovrebbero avere priorità possano trovarsi con l’accesso ridotto. È questo il punto da cui i sindaci dell’ambito sono ripartiti per chiedere al dipartimento regionale acqua e rifiuti di riportare Timpazzo alla sua natura originaria di discarica comprensoriale.
La richiesta, avanzata su iniziativa del sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, arriva mentre è scattata la protesta inversa dei comuni della Srr 3, cioè del nord della provincia nissena, che vogliono continuare a conferire a Timpazzo perché è l’unica piattaforma in cui possono farlo.
Ma il sistema di trattamento meccanico biologico è da tempo sotto stress, appesantito dai conferimenti dei comuni fuori ambito che hanno fatto lievitare i quantitativi lavorati oltre le soglie autorizzate.
Lo stesso dipartimento regionale, nei giorni scorsi, ha innalzato il limite annuale dei rifiuti indifferenziati trattabili, ma secondo i sindaci della Srr 4 la misura non basta a evitare il rischio di una beffa: ritrovarsi con quantitativi da non poter conferire nel sito che dovrebbe essere di esclusiva pertinenza dell’ambito.






