Scomparso da un giorno all’altro il grande pino mediterraneo a ombrello in via Silvio Pellico, tra il Booling e Vulcan Gas a Civitanova (nella foto d’archivio). Poco prima ce n’era anche un altro analogo. Ora all’improvviso automobilisti e pedoni si son trovati dinanzi un vuoto all’altezza della pensilina dei pullman. Indubbia la bellezza di questa ed altre chiome verdi presenti in passato all’inizio di via Einaudi. Testimone Maria Pia Palloni, ex docente del liceo classico. L’estensore del piano regolatore, il professor Bernardo Secchi, aveva fatto censire gli alberi dalla sua squadra di collaboratori. In un quarto di secolo uno dopo l’altro, silenziosamente, se ne sono andati. Alcuni stavano in via Cecchetti nei cento metri compresi tra l’Agip e l’ingresso della Sgi. L’ultimo segato per ragioni di sicurezza viabile all’incrocio con San Marone. Contraddistingueva una volta l’ingresso della fabbrica metalmeccanica cara ai civitanovesi. Al suo posto oggi una palma. Ma sarebbe più logico ripiantare i pini negli stessi punti per rispettare il paesaggio storico, come ha fatto il conte Sabatucci. Altro pino scomparso quello dinanzi all’ingresso di Villa Conti. Prima di seccarsi aveva assunto un colore azzurrognolo. Non più presente da pochi anni anche un pino all’incrocio di via Ungaretti, nonché a Santa Maria Apparente.