HomeFirenzeCronacaSplende la Pala di Fiesole. E torna a San DomenicoIl capolavoro del Beato Angelico viene riportato nella chiesa per cui fu realizzato. Grazie all’intervento di recupero si ha adesso una lettura più completa dell’opera .Una fase del restauroRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrima il restauro, poi l’esposizione nella straordinaria mostra a Palazzo Strozzi, e ora il ritorno a casa, nel luogo per cui era nato: l’altare maggiore della Chiesa di San Domenico a Fiesole. È il dipinto del Beato Angelico, la Pala di Fiesole, che prende il nome dal luogo per cui era stata commissionata, e realizzata tra il 1420 e il 1423 quando uil frate pittore risiedeva ancora nel convento domenicano prima del trasferimento a San Marco a Firenze. Capolavoro del primo Rinascimento fiorentino, raffigura la Madonna in trono con il Bambino, circondata da otto angeli adoranti e affiancata dai santi Tommaso d’Aquino, Barnaba, Domenico e Pietro Martire. La presenza di San Barnaba richiama il committente dell’opera, il ricco mercante fiorentino Barnaba degli Agli. L’intervento è stato seguito dalla Soprintendenza, realizzato da Daniele Rossi per la superficie pittorica e da Roberto Buda per il supporto ligneo, grazie al sostegno dei ’Friends of Florence’ attraverso il dono di Janet e Jim Dicke II, The Jay Pritzker Fund, Ben Quinones, Tom e Ann Fries, Kent e Celia McClelland, Jeff e Nancy Moreland. Sul piano conservativo, l’intervento ha interessato sia il supporto ligneo, sia la superficie pittorica.