I paesi europei stanno mostrando interesse per il sistema di difesa missilistica israeliano ‘fionda di Davide’”, ha dichiarato un alto funzionario israeliano a Business Insider. “Il continente si sta affrettando a rafforzare le proprie difese aeree in preparazione di una possibile guerra con la Russia”. Una decina di paesi europei è in trattativa, ha affermato Moshe Patel, direttore generale dell’Israeli Missile Defense Organization.La Finlandia è il primo e finora unico paese ad aver firmato un accordo per il sistema difensivo. Diventato operativo nel 2017 ed equivalente al Patriot americano, il sistema è progettato per ingaggiare droni, razzi, missili e aerei fino a una distanza di trecento chilometri, utilizzando un intercettore da un milione di dollari chiamato “Stunner”. E’ stato utilizzato da Israele negli ultimi tre anni, durante i quali ha respinto attacchi missilistici da parte dell’Iran e dei suoi proxy, tra cui gli houthi nello Yemen e Hezbollah in Libano. La Svizzera, per esempio, sta esplorando l’opzione israeliana. L’interesse europeo non è casuale. E’ il sintomo di un risveglio tardivo ma necessario. Di fronte alla minaccia russa e iraniana, il Vecchio continente scopre che la sicurezza non si compra con la retorica o con i Pnrr europei. Serve tecnologia collaudata in teatri reali, non in simulazioni. Israele, costretto a sopravvivere in un ambiente ostile da settant’anni, ha affinato un’arte che l’Europa, cullata dal lungo sonno della pace post 1989, ha trascurato: l’innovazione difensiva.Significa riconoscere che il paradigma della sicurezza europea deve integrare l’esperienza israeliana, non solo per ragioni tecniche, ma perché condivide con lo stato ebraico una nuova consapevolezza valoriale: la storia non è finita, i barbari sono alle porte e i giardini d’Europa non si difendono con le buone intenzioni.