<p>Come valorizzare l'Egm, il segmento di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese con un alto potenziale di crescita? È questa la domanda a cui ha cercato di rispondere l'ottava edizione di MF Growth Italia Day, l'appuntamento di MF-Milano Finanza dedicato all'evoluzione dell'Euronext Growth Milan. </p><p>«Nell'ultimo anno il numero di società quotate» su questo segmento è passato «da 205 a 206, frutto di 16 Ipo e 15 delisting», ha spiegato Gabriele Villa, condirettore generale di Integrae Sim, all'evento partecipato anche da Irtop Consulting. «Lato capitalizzazione, siamo arrivati a market cap di 12 miliardi di euro, rispetto ai 9,4 miliardi dell'anno scorso».

Quanto alle aree operative «gli industrial rappresentano il 24,3% del totale, seguiti dai consumer discretionary, con il 17,5%, e dai technology, con il 15%». </p><p>Si tratta di un universo ricco di spunti, che attrae anche l'attenzione delle blue chip. «L'operazione di Fincantieri su NextGeo è una testimonianza del fatto che l'Egm funziona», ha commentato a questo proposito Franco Gaudenti, ceo di EnVent Group, riferendosi all'acquisizione da parte della società cantieristica del 52,60% dell'azienda di servizi offshore per energia e infrastrutture. </p><p>Uno dei principali limiti dell'Egm resta però la ridotta liquidità del mercato: «Con scambi limitati, l'accesso a un investitore istituzionale è esiguo», visto che «la stragrande maggioranza del flottante» non è istituzionale, ha precisato Stefano Corneliani, head of websime corporate di Intermonte. </p><p>Il quadro si inserisce in un problema più ampio e cioè la difficoltà nel convogliare il risparmio privato verso le aziende.