L’inchiesta.10 luglio 2026 alle 00:34
Roma.
Erano il tassello russo del puzzle di spionaggio scoperto nell’inchiesta della Procura di Roma: Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, sono stati espulsi per decisione del governo italiano con l’accusa di essere i contatti dei due ex 007 italiani arrestati nei giorni scorsi per aver venduto segreti e informazioni sensibili a vantaggio di Mosca. Diplomatici utilizzati come «armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia», in «un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale», ha tuonato Antonio Tajani che ha convocato alla Farnesina - per l’ennesima volta - Aleksei Paramonov.
L’ambasciatore russo ha scelto il contrattacco personale: «La Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L’Italia, per contro, oggi non dispone di figure di tale levatura». Mentre da parte del ministero degli Esteri di Mosca arriva un avvertimento: «Risponderemo». «Espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, Roma vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia», ma «questo è comunque impossibile», secondo Paramonov che si è fatto immortalare tenendo in mano un’immagine di Lavrov e una sua citazione: «Scusate ma parlerò imprecando».










