Il gip di Milano Alberto Carboni ordina nuove indagini su 86 account per insulti social a Liliana Segre, con accuse di diffamazione e odio razziale.Arriva la prima sentenza nel processo per gli insulti razziali pubblicati online contro la senatrice Liliana Segre: il tribunale di Milano ha condannato uno degli haters - l'unico che aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato - a 4 mesi e a un risarcimento di 1.500 euro.

Le sentenze non si commentano, i fatti sì. E al centro di questa vicenda c’è una signora di 95 anni, senatrice della Repubblica che Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau

Venne subito separata dal padre Alberto, che non rivide mai più e che poi morì il 27 aprile 1944. Proprio come i nonni, uccisi nelle camere a gas il giorno dell'arrivo. La madre invece non l’aveva mai conosciuta: morì per un tumore quando la piccola Liliana aveva solo un anno. Un baratro di dolore inenarrabile per qualsiasi essere umano, specie per una bimba.

Per questo leggere alcuni dei tanti insulti contro la senatrice agli atti del processo – “Sanguinosa ebrea”, “La più nazista di tutti”, “Letame”, “Un’altra parassita da mantenere” – fa rabbrividire. Perché viene da chiedersi? Liliana Segre appartiene a una famiglia di religione ebraica e allora deve essere attaccata perché oggi Israele bombarda Gaza? Qual è il nesso? Osama Bin Laden fece saltare le Torri Gemelle, quindi tutti i sauditi sono dei terroristi?