Il Trotamar III non ha chiesto il coordinamento alla Libia nonostante abbia effettuato un intervento nelle sue acque Sar
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La barca a vela Trotamar III è stata fermata a Lampedusa: la decisione delle autorità è arrivata dopo lo sbarco sull’isola di 25 migranti recuperati in acque Sar libiche. Come spesso accade in questi casi, le navi Ong che si spingono a operare fino alle acque Sar del Paese nordafricano non effettuano un passaggio obbligatorio, imposto dal diritto internazionale, che è la richiesta di porto al Paese competente. Solo in caso di diniego si devono cercare altre soluzioni, che solitamente prevedono il porto sicuro più vicino che, in questi casi, è quasi sempre la Tunisia.Essendo la barca tedesca, e la Germania un Paese dell’Ue, la Tunisia è pienamente eleggibile per lo sbarco dei migranti, essendo incluso nell’elenco dei Paesi sicuri. Ma la Ong ha agito diversamente, ha saltato il passaggio della richiesta del porto alla Tunisia e ha inviato la richiesta direttamente all’Italia che, trattandosi di un veliero, ha acconsentito allo sbarco a Lampedusa. Una volta sbarcati e messi al sicuro i migranti, è stato effettuato il passaggio burocratico con lo stop previsto dal decreto Piantedosi. Non è escluso che nei prossimi giorni l’Ong faccia ricorso al tribunale di Agrigento, competente sul caso, per ottenere la sospensione e, successivamente, provare ad avere l’annullamento del provvedimento. Per il momento la barca è stata sottoposta al fermo amministrativo per 45 giorni e a 10mila euro di multa.








