Il ministro Tajani parla di "ingerenza grave" e richiama la tutela della sicurezza. Dura la reazione del Cremlino
“Un'ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale”: così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, motiva l'espulsione dei due addetti militari dell'ambasciata russa in Italia.
Il richiamo alla “sicurezza nazionale” sottolinea la gravità della decisione e segna un innalzamento di livello nello scontro diplomatico tra Roma e Mosca, in sottofondo da anni, per il posizionamento netto dell'Italia a fianco dell'Ucraina.
Un'escalation confermata dalle parole – avvertimento, se non minaccia – che arrivano da Mosca. “La Russia fornirà una risposta adeguata”, è la posizione del ministero degli Esteri, riportata dai media russi.
Mosca non ci sta










