CommentiSegui Domani su Google09 luglio 2026 • 20:27Aggiornato, 09 luglio 2026 • 20:33I maliziosi leggono talvolta la proliferazione dei distinguo sull’orizzonte della “madre di tutte le battaglie” ovvero la contesa sulle candidature al prossimo Parlamento. Malizia, certo, ma è un sospetto dal quale sgombrare il campo. È nell’interesse di chi rivendica il diritto a genuini distinguo politici smentire quella ingenerosa narrazione. Vi sono molti modi per farlo. Ma il più diretto ed efficace è il seguente: anticipare una discussione al riguardo – non è un tabù – dei criteri che presiederanno alla selezione delle candidatureAvverto subito: trattasi di argomento, alternativamente, o tabù o posto da fuori con malizia e polemicamente. Quello delle candidature e, soprattutto, delle ricandidature del Pd. Non voglio banalizzare le dispute tra le correnti. Semmai il contrario. In un grande partito le correnti ci stanno. Di più: se e quando esse riflettono posizioni politiche e ascendenze culturali fanno parte della fisiologia e vivacizzano utilmente la democrazia interna del partito. Tantopiù nel Pd, partito geneticamente