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Gaia Piccardi, inviata a Londra

Le due giocatrici ceche sono nate a pochi chilometri di distanza. Si contendono il titolo vinto da un'altra ceca, Iga Swiatek

LONDRA - Una vincitrice inedita, un nome nuovo nell’albo d’oro, una finale totalmente ceca. Il torneo femminile di Wimbledon estrae l’ennesimo coniglio dal cilindro: sabato, sul centrale, saranno Noskova e Muchova, le teste di serie numero 9 e 10, nate a 84,6 chilometri di distanza, a contendersi l’eredità di Iga Swiatek nel torneo del breve ritorno mediatico di Serena Williams e delle grandi favorite cadute.

Linda Noskova ha 21 anni, al massimo era arrivata nei quarti dell’Australian Open nel 2024, è piena di scaramanzie («Stessa doccia, stesso lavandino, stessa routine quotidiana: persino stesso cibo…» racconta) e di talento nel braccio: in semifinale ha eliminato l’ucraina Marta Kostyuk, che aveva battuto di muscolo Jasmine Paolini, con un match chirurgico (6-4, 6-4), favorita dagli errori dell’avversaria.