Un nuovo album, ispirato dai viaggi e dalla vita di tutti i giorni. Le collaborazioni con con artisti di cui ha rispetto e stima, perché senza non si fa nulla. Essere donna e rapper oggi, contro ogni pregiudizio. I live e la fanbase italiana, di cui è entusiasta "perché siamo i più forti". E l’idea di San Siro, anche se nei piccoli club "sento più forte il calore della gente": abbiamo incontrato Anna, che ci ha raccontato Million Dollar Babe, il suo secondo album. L’intervista

Anna è proprio cool. Lasciatemelo dire. E non solo per la musica che fa, ma soprattutto per il suo atteggiamento nei confronti della vita: ama viaggiare, farsi ispirare dalle persone che incontra e dai posti che visita, e non si pone mai nessun limite. Me lo racconta poco prima di iniziare l’intervista sul suo secondo album, Million Dollar Babe. La mia traccia preferita è Honey, e le chiedo se mai diventerà anche un singolo. Lei mi guarda incuriosita e dice: “Eh sì, Honey spacca di brutto. Adesso esce l’album, poi magari vediamo…è sicuramente una delle più forti che ho fatto”.

"White Girl Wasted? Voglio superare un luogo comune"

Parliamo subito del primo brano estratto dal disco, ovvero White Girl Wasted: insieme diciamo il significato di wasted, ovvero qualcuno talmente ubriaco da essere definito sfasciato, distrutto. Il fatto che lei abbia associato questo aggettivo a una ragazza può essere quasi una provocazione, o una sfida a un luogo comune: “Sì, esatto. Volevo proprio un po’ superare quel luogo comune di cui parli. Volevamo fare un brano funny, estivo, cassa dritta e via. Stavamo registrando e ho detto: Lasciami stare sono White Girl Wasted, che poi è diventato il ritornello. Ci è piaciuto subito e l’abbiamo tenuta così”.