di Enrico Galletti

Le capitali dell’Est, i luoghi dell’aurora boreale, i paesini dell’Alsazia, la Grecia: non ci sono limiti alla fantasia di chi viaggia nella Ue con zaino e biglietto cumulativo. Per moltissimi è ancora la prima occasione fuori casa (in 5mila con biglietti omaggio). Ora però c’è anche chi recupera il “viaggio della vita” dopo i trent’anni prendendo ferie dal lavoro

Le capitali del Nord, Copenaghen, Stoccolma, Oslo, i Fiordi e poi Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Berlino, la Rotta dell’Est, con Praga, Vienna e Budapest per scoprire mete non più così lontane. Sacca in spalla, un libro e niente valigia, meglio lo zaino: «Dentro ci sta tutto ciò che serve», che sia un’avventura di sei giorni, di due settimane oppure di un mese. Per molti è la prima occasione fuori casa, per altri il viaggio di maturità. Qualcuno parte appena tagliato il traguardo dei diciott’anni, ma l’esperienza – per la verità – non ha una vera e propria età. La possono fare tutti, ma forse per i giovanissimi ha persino un valore in più, che si intreccia con l’indipendenza e con un piano, messo a punto dall’Unione Europea, che permette di ricevere agevolazioni sui costi.

Anche perché l’Interrail esiste dal 1972, e in un certo senso è stato, anche per la Generazione X, il segno delle prime esperienze da “grandi”. Con lo schema che è rimasto lo stesso: passare da un treno all’altro per scoprire cosa c’è oltre i propri confini. Nato come un «semplice» biglietto ferroviario cumulativo, ha avuto la sua evoluzione e ora, dopo le celebrazioni dell’anniversario degli Accordi di Schengen, c’è un concorso che dà ai 18enni la possibilità di ricevere l’esperienza in omaggio: 40mila i biglietti messi a disposizione (in Italia se ne sono aggiudicati uno poco meno di cinquemila ragazzi). Diversamente, i ticket vanno da poco più di 300 euro per due settimane di viaggio a 440 per 22 giorni, fino a 717 euro per tre mesi di esperienza.