La Spagna ha proposto la creazione di un debito comune europeo, basato su un modello di eurobond a partecipazione volontaria. Il meccanismo è stato proposto dal ministro dell'Economia spagnolo, Carlos Cuerpo, all'Eurogruppo. Il nuovo strumento, per essere efficace, ha bisogno di almeno cinque Paesi disposti ad aderire, tra cui l'Italia.

Nel testo elaborato dal vicepremier e ministro dell'Economia Cuerpo non compare mai il termine "eurobond" – come riporta El Paìs che ha visionato il documento – per evitare polemiche politiche. Ma lo strumento, battezzato come ‘European Sovereign Facility’, funziona sul modello degli eurobond: una parte del debito che i singoli Stati dovrebbero emettere verrebbe invece emessa direttamente da Bruxelles, che poi girerebbe i fondi raccolti alle capitali per finanziarne il fabbisogno.

Il meccanismo

Nella fase iniziale il meccanismo coprirebbe circa un terzo delle scadenze annuali di debito degli Stati membri, oltre al disavanzo compatibile con i piani fiscali già approvati dalla Commissione. Di fatto, non si tratterebbe né di un aumento del debito pubblico complessivo né di trasferimenti diretti tra Paesi, ma di una messa in comune dell'emissione.

Secondo i calcoli del ministero spagnolo, se tutti gli Stati membri aderissero, includendo anche le emissioni del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) e del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), il volume di debito congiunto potrebbe toccare gli 850 miliardi di euro l'anno, arrivando a un totale in circolazione di circa 5.000 miliardi di euro nell'arco di un quinquennio - una soglia considerata sufficiente per competere con i Treasury statunitensi come bene rifugio globale.