Roma, 9 lug. (askanews) – Complici le temperature elevate cresce l’allarme per la famigerata Popillia japonica che ormai da qualche anno prolifera sul territorio provocando gravi problemi all’agricoltura del territorio alessandrino. Sono 121, al momento, i comuni della provincia di Alessandria dove è stata segnalata la presenza massiccia della famigerata Popillia japonica, il coleottero giapponese in grado di compiere danni immensi a tutte le specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti, alle colture orticole di pieno campo.

I rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite, il nocciolo e la soia. In totale sul territorio alessandrino presenti circa 2.700 trappole a ‘cattura massale’. Si tratta di un insetto esotico, e proprio come la cimice asiatica e la Drosophila suzuki, questo coleottero giapponese è capace di compiere danni immensi a molte specie vegetali coltivate. La Popillia è, infatti, considerata tra gli organismi più nocivi da quarantena, per questo è fondamentale tenerla sotto controllo.

“I tecnici Coldiretti stanno raccogliendo le segnalazioni arrivate a macchia di leopardo da diverse zone della provincia, in particolare quelle vocate alla viticoltura dove l’insetto pur essendo polifago provoca ingenti danni sulle parti vegetative più giovani dei vigneti. Questo coleottero è, infatti, molto vorace e si riproduce a dismisura, infestando giardini e orti, dove passa distrugge – spiega il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – È in grado di colpire tutte le specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti, alle colture orticole di pieno campo. I rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite e la soia. Chi lo incontra, se lo ricorda bene: è sufficiente una manciata di giorni per radere al suolo migliaia di metri quadri di colture per poi sparire nel nulla”.