BOLZANO. Prosegue il monitoraggio del coleottero giapponese (Popillia japonica) in Alto Adige. A un anno dal ritrovamento di quattro esemplari isolati in tre diverse località della provincia, il Servizio fitosanitario provinciale ha intensificato le attività di controllo per prevenire la diffusione del parassita invasivo, già presente in diverse regioni del Nord Italia. Secondo quanto comunicato dalla Provincia, dall'inizio dei controlli estivi non sono stati individuati nuovi esemplari, ma l'attenzione rimane alta.

Originario dell'Asia orientale, il coleottero giapponese è classificato come organismo nocivo da quarantena dall'Unione europea perché può arrecare gravi danni a oltre 300 specie vegetali, tra cui vigneti, alberi da frutto e mais. Negli ultimi anni il parassita si è diffuso in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, causando in particolare danni ai vigneti piemontesi. In Alto Adige, gli esemplari rinvenuti nel 2025 erano stati catturati esclusivamente nelle trappole predisposte dagli ispettori fitosanitari.

«Stiamo osservando attentamente questa evoluzione e teniamo sotto stretta sorveglianza la diffusione del coleottero giapponese attraverso un monitoraggio mirato», sottolinea l'assessore provinciale all'Agricoltura Luis Walcher, evidenziando l'importanza di individuare tempestivamente l'eventuale presenza del parassita per impedirne l'insediamento sul territorio provinciale. Il Servizio fitosanitario, insieme al Centro di consulenza per la fruttiviticoltura, ha aumentato le trappole a feromoni da 15 a 24 e ha già effettuato 405 controlli visivi dall'inizio di giugno, senza rilevare nuovi insetti.